Importantissima tappa a Genova della grande mostra internazionale multimediale Van Gogh Alive – The Experience che celebra il grande pittore, ritenuto a giusto titolo padre fondatore dell’arte moderna.

Il percorso espositivo, studiato appositamente per gli ambienti dei Magazzini del Cotone, segue quello creativo del pittore e particolarmente tra il 1880 e il 1890, decennio durante il quale Van Gogh viaggia da Parigi a Saint-Rémy fino ad Auvers-sur-Oise luoghi diventati fonti di ispirazione per le sue opere più celebri.

La visita della mostra consente di immergersi in un ambiente illuminato esclusivamente dalle immagini delle opere del grande maestro, così nitide e reali da coinvolgere emotivamente il visitatore e farlo sentire totalmente inserito nel contesto delle opere (effetto immersivo).

Oltre 3.000 immagini raffiguranti i quadri di Van Gogh vengono proiettate a pieno schermo grazie alla tecnologia SENSORY4™, 50 proiettori ad alta definizione, una grafica multi canale e un suono surround contribuiscono a creare uno dei più coinvolgenti ambienti multi-screen al mondo.

A rendere ancor più suggestiva l’atmosfera generale è la vibrante colonna sonora, con le musiche di Vivaldi, Ledbury, Tobin, Lalo, Barber, Schubert, Satie, Godard, Bach, Chabrier, Satie, Saint-Saëns, Godard, Handel per un connubio giudicato dal pubblico come perfettamente riuscito.

Vincent: un sogno popolato di stelle
a cura di Giancarlo Bonomo

Forse nessun pittore della storia è penetrato così profondamente nell’immaginario collettivo come Van Gogh, paradigma esistenziale di tormento interiore e dedizione assoluta verso quell’arte totale cui aveva dedicato tutto se stesso. ‘Totale’ perché per Van Gogh essa coincideva con la vita, ed in essa vi trovava tutte quelle ragioni – religiose, filosofiche e sentimentali – che lo motivavano in ogni azione del quotidiano. Nella sua parabola folle e disperatissima si era proposto di spezzare una tradizione consolidata, una maniera rinascimentale che sentiva superata, quasi avvertisse la responsabilità di costruire le fondamenta dell’arte nuova del ‘900. Considerava Raffaello, Giulio Romano, Rubens come modelli arcaici, e gli stessi Impressionisti, a lui contemporanei, poco incisivi e convincenti nei soggetti sdolcinati. Il suo concetto di réalité, come lui definiva l’esistenza, era certamente caratterizzato da un rapporto con la Natura e le cose, ma con un’idea di Verità che la pittura doveva evidenziare, anzi incidere in misura indissolubile nelle coscienze. Fu così che maturò quel tratto impetuoso ed istintivo, quel colore spremuto direttamente dal tubetto che restituisce, ancor oggi come allora, un’energia travolgente che ci scuote e ci fa sentire sempre presenti sulla scena.

I celebri ritratti, le notti stellate, i girasoli, ma anche letti, sedie, tavoli da bigliardo, misere scarpe logore… tutto ai suoi occhi assumeva dignità estetica e gli sollecitava un’attenzione derivante da quello spirito francescano che aveva conosciuto nel corso della sua formazione. Per tutte queste ragioni pensiamo a Van Gogh come al ‘patrono’ ideale di una pittura che, dopo di lui, non sarebbe stata più la stessa. Perché la sua semplicità, la dedizione, i sacrifici, le umiliazioni patite, le sentiamo tutte, vive più che mai, vive come lui ed i voli pindarici di colore disperato di cui ‘Il campo di grano con corvi‘ è sintesi eloquente. Van Gogh, nei suoi sogni avvolti da un lucido delirio, sosteneva di sentire una musica indistinta che in qualche modo lo guidava o ispirava. Non ci è dato sapere quale fosse con precisione. Ma ci piace immaginare questa felice sinestesia di percezioni, visive ed uditive, che in lui si mescolavano. Questo grande evento multimediale che ha letteralmente fatto il giro del mondo (è stato già presentato in paesi come Australia, Stati Uniti, Russia) suscitando crescenti emozioni e continue meraviglie, dopo le fortunatissime tappe italiane di Roma, Firenze, Bologna e Verona, giunge ora a Genova, gloriosa città marinara, autentica capitale della grande musica d’autore e della poesia intimistica più ricercata.

Con le sue suggestioni culturali e paesaggistiche, Genova diviene così il teatro ideale per vivere un’esperienza unica che ci riporta al centro delle passioni di un Genio ora finalmente compreso, colui che rese semplici le Verità più complesse della Vita. La grande tecnologia oggi consente un prodigio senza precedenti: quello di entrare non solo da spettatori ma anche da protagonisti in un favoloso mondo interattivo costellato da immagini gigantesche, suoni, parole scritte e luci improvvise che rapiscono l’anima facendoci respirare antiche atmosfere che sentiamo infinitamente nostre. Quel grande sogno che Vincent aveva inseguito per tutta la sua tormentata vita, appare in uno spazio sospeso nel tempo, un ‘non-luogo’ di alto valore didattico che vuol costituire un modello innovativo per comprendere la grande arte e ricavarne un’indelebile esperienza interiore. Nel trionfo dello Spirito immortale di Van Gogh che ritorna nella purezza del colore e nelle ineguagliabili forme anticonvenzionali che segnarono per sempre il percorso dell’arte moderna.

Giancarlo Bonomo
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uratore della mostra

giancarlobonomo.com

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